lunedì 7 febbraio 2011

Navi romane Pisa: Pompei del mare a rischio

Pisa - Le navi antiche di Pisa rappresentano uno dei ritrovamenti archeologici di maggiore rilievo dei giorni nostri, e questo non solo per l'ingente numero di relitti marini rinvenuti, ma anche per la presenza di molti reperti legati alla vita quotidiana che facevano parte del carico delle navi affondate e per la vastità del periodo storico a cui appartengono. In effetti parlare di navi romane di Pisa risulta inesatto, dal momento che il periodo a cui risalgono le navi antiche di Pisa è più ampio dell'età romana.

Si può dunque definire Pisa la Pompei del mare. Mentre a Pompei fu la lava a svolgere un'azione conservativa dell'antica città romana, a Pisa sono state la sabbia bagnata e l'argilla a preservare simili reperti archeologici consentendo che giungessero sino ad oggi.

Era il dicembre del 1998 quando, a seguito dei lavori compiuti lungo uno snodo ferroviario, cominciarono ad affiorare anfore e pezzi di legno. Da allora è stata riportata alla luce una grande quantità di suppellettili di bordo, tra cui pentole, in metallo e terracotta, vasellame da mensa e da cucina, in legno, ceramica e talvolta vetro (olle, piatti, coppe, coppette, brocche, boccali ecc.), e poi ancora alimenti, indumenti in cuoio, calzature, fibule ed altri oggetti di uso personale come amuleti o unguentari.

Questo fa del cantiere navale di Pisa un sito archeologico che ha pochi pari nel mondo. Tanto il materiale già scavato e tanto ancora quello da scavare. Questa Pompei del mare riportata da pochi anni alla luce rischia ancora una volta di scomparire, e questa volta per sempre. Da diversi mesi infatti non arrivano le sovvenzioni necessarie per condurre l'intervento di restauro. A differenza del finanziamento statale originariamente previsto per un ammontare di un milione di euro annui, nel 2011 il Cantiere delle Navi Antiche di Pisa potrebbe ricevere soli 20.000 euro, somma sufficiente unicamente per pagare la sorveglianza.
Il degrado del legno archeologico, in gran parte composto da acqua, è un processo che si può arrestare solo conducendo un'attenta opera di restauro senza la quale le navi romane di Pisa andranno irrimediabilmente perdute.



Per maggiori informazioni sul Cantiere delle Navi Antiche e sull'intervento di restauro sinora condotto, potete visitare il sito www.cantierenavipisa.it

2 commenti:

Lone Wolf on 18 febbraio 2011 11:04 ha detto...

Pregherei il giornalista di andarsi a leggere il sito ufficiale del Cantiere, in quanto le navi ritrovate non sono solo Romane. l'epoca dei ritrovamenti delle imbarcazioni va dall'età ellenistica a quella altomedioevale. Pertanto chiamarle "navi romane" è improprio e molto riduttivo. Infine nell'area ci sono anche altri ritrovamenti, relativi ad insediamenti, che vanno fino al V-VI secolo avanti Cristo.
Non a caso il Cantiere si chiama proprio "Cantiere delle Navi Antiche di Pisa", in quanto non riconducibili ad un solo periodo storico. E proprio in questo, nella grande quantità dei reperti e del vastissimo periodo storico che racchiudono, che sta la grandezza e l'importanza del sito.

Kiba on 18 febbraio 2011 13:00 ha detto...

Grazie per la correzione, Lane Wolf! In effetti, si è trattata di una svista dipesa dal fatto che nelle fonti da cui ho appreso della triste condizione in cui versa questo importante sito archeologico si parla di navi romane di Pisa. Così, malgrado avessi visitato il sito del Cantiere delle Navi Antiche di Pisa, da cui peraltro ho ricavato alcune delle informazioni riportate nell'articolo, ho commesso questo errore.
Ma come ben ricorda lei non si tratta solo di navi romane, pertanto ho provveduto a correggere all'interno del post l'informazione fornita.

Sicuramente la vastità del periodo cui risalgono questi reperti è un fattore di grande rilevanza insieme a quanto già segnalato, ossia la quantità delle navi rinvenute e la conservazione di reperti attinenti alla vita quotidiana.

Grazie ancora per la segnalazione

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