martedì 21 settembre 2010

Firenze Ganzo: Complessità, Amore, Dolore, Attesa - Antonella Galardi


Firenze - Ganzo riapre la stagione con nuove proposte artistiche, la prima protagonista dell'evento che si terrà domani, mercoledì 22 settembre, è Antonella Galardi, artista che chiama l'arte a manifestarsi attraverso la complessità della tecnica e lo sconfinamento interdisciplinare.

Il tema della complessità entra di diritto nelle tematiche e nella coscienza dell'arte contemporanea... A tal proposito, Antonella Galardi pare assumere il "compito di riprodurre dentro di sé il complesso rapporto dell’arte con il mondo e cerca di adeguare la comunicazione poetica a tecniche capaci di segnalare l’accelerazione della vita moderna, la vertigine del soggetto nella storia e le pulsioni di un inconscio più forte del controllo della ragione.
Dal Romanticismo al Simbolismo, dal Futurismo al Dadaismo, lo sforzo dell’artista poeta, è sempre stato quello di rappresentare l’indicibile, quella complessità nascosta e silente che abita e raffigura l’esistenza.
Ciò che potremmo ottenere è quindi la totale capacità non solo di raccontarsi ma anche di lasciarsi guardare.
Le parole di Carla Lonzi, scrittrice e critica d'arte italiana, femminista teorica dell’autocoscienza, della differenza sessuale e fondatrice del gruppo Rivolta femminile nei primi anni settanta, pensando ad Antonella Galardi, mi riaffiorano alla mente palesandomi che la ricerca può essere piacevole se durante il percorso si incontra qualche segnale del passato che può illuminare il presente, non solamente storico, ma individuale che quindi lo include."

Antonella Galardi
Un'artista spensierata che, dopo aver conseguito una laurea in Storia e Tutela dei Beni Artistici presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze, propone un variopinto excursus.
Antonella lavora all'Università degli Studi di Firenze dal 1982 ed è il Responsabile Amministrativo della Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia, ma l’amore per l’arte è sempre presente nel suo cuore, quindi, nel 1987 espone ad una collettiva presso il Palazzo Pretorio di Sesto Fiorentino in occasione della festa della Donna e pochi anni dopo, nel 1990 vince un premio per la miglior “Grafica” al concorso “Festa della Primavera” indetto dall’Associazione Italiana Cultura e Sport ed organizzato dall’A.I.S.C. di Sesto Fiorentino.
Ha più volte l’occasione di realizzare delle personali, che però rifiuta continuamente, perché, incapace di staccarsi dalle sue opere che spesso preferisce distruggere, interrompendo ogni rapporto con l'arte per dare spazio, attraverso lo studio, ad una profonda ricerca interiore.

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