mercoledì 17 giugno 2009

Flame: Alberto Savinio Les chants de la mi-mort. Chants étranges al Bargello


Alberto Savinio Les chants de la mi-mort. Chants étranges è la realizzazione semi-scenica di un progetto del 1914. (prima messa in scena dal 1976)
Musica di Savinio, Chopin, Debussy, Reger.
Testi di Savinio, De Chirico, Apollinaire, Soffici, Papini, Severini, Picabia e altri.


Andrea De Chirico/Alberto Savinio musicista

"I soli studi scolastici che ho fatto in vita mia, sono gli studi musicali. Cominciai il piano a sette anni, e a dieci mi meritai un primo premio di Conservatorio. Studiai armonia, contrappunto, fuga, composizione. Persino un po’ di musica bizantina. Completai i miei studi sotto la guida di Max Reger, soprannominato il Secondo Bach." Alberto Savinio

Prima che concettoso scrittore, prima che immaginoso pittore, Andrea De Chirico – vero nome di Alberto Savinio (Atene 1891 – Roma 1952) – fu compositore e pianista concertista; ed è in questa veste che con il fratello Giorgio De Chirico, a partire dal 1911 conquistò la scena artistica parigina.

"A Parigi, la filosofia ultima si chiama Bergson (polacco), la pittura ultima si chiama Picasso (spagnolo), la letteratura si chiama Apollinaire (polacco nato a Roma) e la musica ultima si chiama Savinio (italiano nato ad Atene)." Giovanni Papini

Fu Apollinaire a far conoscere Savinio come compositore, organizzando il battage culminato in un ormai semi-mitico concerto tenuto il 24 maggio 1914 nella redazione delle “Soirées de Paris” alla presenza di Picabia, Picasso, Max Jacob, Soffici, Archipenko …
Savinio eseguì tra l’altro una Suite di brani pensati per una complessa situazione drammatica dal titolo Chants de la mi-mort.

Non resta quasi niente del progetto scenico originale degli Chants de la mi-mort, per il quale Savinio aveva anche dipinto i bozzetti delle scene e dei costumi. L’accostamento di testo e musica presenta incertezze molto ardue.
Un primo tentativo di realizzazione semi-scenica venne realizzato a Milano da Luigi Rognoni nel 1976. Da allora, nessuno aveva più a tentato di riproporre l’enigmatica fusione di testo e musica insieme agli innumerevoli effetti (inni, singhiozzi, campane, spari, tamburi, sirene, grida …) che si ritrovano nelle indicazioni del testo.
Il nostro nuovo spettacolo parte da alcune importanti valutazioni, impossibili 33 anni fa. Soprattutto, una radicale e imponente correzione delle partiture usate.
Lo spettacolo è una rievocazione della serata parigina di un secolo fa. I testi marcano speditamente le tappe della carriera musicale di Savinio: Atene, Monaco, Parigi.
Infine si scivola inavvertibilmente nel testo drammatico, con una nuova proposta di abbinamento di musica e testo.
Se la lettura di questo primo capolavoro poetico di Savinio – qui affidata a un importante, classico, quasi filologico attore quale è Italo Dall’Orto – è evidentemente centrale nello spettacolo, non minore importanza ha la figura del pianista, qui Gregorio Nardi, che rievoca lo sfrenato stile esecutivo dello stesso Savinio.

La presenza del più grande percussionista italiano, Jonathan Faralli – in veste di musicista e di rumorista – richiama in vita l’invisibile moltitudine di oggetti meccanici che sulla scena sembrano scaturiti dalla fantasia di Tanguely e richiamano alla memoria i fantocci elettrici di Marinetti, i robot di Čapek, i ready made di Duchamp.
Tale aspetto è ulteriormente marcato da due multiformi musicoreuti: Di Volo & Tancredi.

L’ardua interpretazione vocale – uno stile angoloso e dissacrante, sebbene di evidente ispirazione operistica – è consegnata a straordinari interpreti operistici: il canto potente,
nobile ed elegante di Maria Billeri, e la fascinosa presenza vocale di Roberto Abbondanza, musicista tra i più intelligenti e coraggiosi.


Concerto 28 giugno Bargello - Les Chants de la mi mort

Il concerto si terrà domenica 28 giugno h. 21,15 inaugurando il Florence Chamber Music Festival, che si articolerà in un fitto calendario concertistico nel suggestivo cortile del Museo Nazionale del Bargello e nella Pieve di San Pietro a Cascia (per il concerto del 2 luglio). Infatti, il 30 giugno alle h. 21,15 la rassegna continuerà con musiche di Cavallari (Fantasia per Flauto [1991]), Brahms (Quintetto con pianoforte Op. 34 e Sestetto n.1 Op. 18), Ysaye (Amities per 2 violini Op.26).
Si potranno ascoltare: i violinisti Ilya Grubert (Premio Tchaikovsky) Adelina Hasani, Natalia Gabunia, il flautista Michele Marasco, le viole Olga Arzilli, Alfredo Zamarra, Emi Ohi Resnick, i violoncelli Giovanni Ricciardi, Andrea Nannoni, il contrabbasso Quirijn van Regteren Altena ed i pianisti Patricia Pagny e Gregorio Nardi.

Costo del biglietto: ingresso 10 euro (ogni concerto)

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