venerdì 10 aprile 2009

Yoko di Lucio Vannucchi: un racconto per Pasqua


Pasqua è ormai prossima. Così, ho pensato di dedicare questo post su Dolce Toscana ad un racconto che, ambientato durante la seconda guerra mondiale in Giappone, è incentrato sul tenero legame che porta il protagonista Jeremy ad occuparsi della piccola Yoko, rimasta orfana in seguito ad un fatale incidente.

Lui soldato americano, lei bambina giapponese, a separarli la guerra. Ma di fronte a quegli "occhioni neri luminosissimi" così innocenti, le barriere che il conflitto ha fatto sì che Jeremy erigesse contro i 'musi gialli' si infrangono; resta solo il desiderio umano, paterno, di proteggere quella fragile creatura, il cui sorriso rischiara il cuore del giovane soldato. D'altronde la parola giapponese Yoko significa proprio luce, e di fatto "tutto il romanzo è cadenzato da bagliori che annunciano cambiamenti" come scrive l'autore nella postfazione.

Grazie ai continui flashback del protagonista, il lettore fa così la conoscenza della madre di Jeremy e degli altri soldati americani, a partire da Max, cui sono legati alcuni degli episodi più divertenti verificatisi alla base.

Chi si attende un epilogo felice rimarrà deluso; senza inseguire il lieto fine, lo scrittore raggiunge il risultato di creare un finale inatteso per una storia che fa commuovere e sorridere. Di più non aggiungo... a questo punto chi voglia leggere Yoko e sapere come la storia va a finire può ordinare il libro di Vannucchi visitando il sito Lulu.com.

Per chi si chieda cosa c'entri la Toscana con questo racconto, è presto detto: Lucio Vannucchi, autore del libro, è nato nella provincia di Siena e attualmente lavora a Livorno.

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