mercoledì 1 aprile 2009

Indro Montanelli: I conti con me stesso. I diari 1957-1978 esce a 100 anni dalla sua nascita


A 100 anni dalla nascita di Indro Montanelli, maestro di un giornalismo serio, attento, che non guarda in faccia a nessuno, senza essere urlato, esce per Rizzoli I conti con me stesso. I diari 1957-1978.

I conti con me stesso è una raccolta dei diari inediti di Montanelli la cui penna era graffiante quanto la sua lingua, uno di quei Maledetti toscani schietti, che dicono pane al pane e vino al vino, raccontati da Curzio Malaparte.

Fiero difensore della libertà di pensiero, allergico ai salotti e al potere, liberale conservatore, da sempre oppositore del Comunismo, ma ostile anche al Fascismo, Indro Montanelli ha raccontato con la sua inseparabile Olivetti "Lettera 22" per quasi un secolo guerre, terrorismi, cronache drammatiche, passioni, avvenimenti politici, avventure editoriali, e le ipocrisie degli italiani di cui affermava: "Sempre pronti a fare la rivoluzione, purché i carabinieri siano d'accordo" ed ancora "Non siamo affidabili neanche nell’inaffidabilità".

Ne I conti con me stesso non mancano appunti e riflessioni a proposito di personaggi famosi, da Moravia e Giorgio Bocca ("credo che sia stato per diventare una mia copia, che si è costruito un personaggio antitetico al mio") a Inge Feltrinelli e Gae Aulenti i cui salotti di sinistra schernisce ("brindano all'attentato contro di me e deplorano che me la sia cavata"), da Giuseppe Sagarat ("non vede che se stesso, non ascolta nessuno e si parla addosso") a Berlusconi al cui fianco si trovava già nel 1977 per poi allontanarsene in seguito alla sua discesa in politica sino a collocarsi su posizione avverse.

A chi è un estimatore del grande giornalista di Fucecchio ricordo che la sua città natale in Toscana, provincia di Firenze, gli dedica una mostra fotografica-bibliografica nella sede della Fondazione Montanelli-Bassi e nel Museo Civico, dal titolo Indro Montanelli, la vita, le opere, i luoghi dal 22 aprile al 13 settembre.

Concludo questo post riportando alcune parole della prefazione di Sergio Romano da I conti con me stesso. I diari 1957-1978:

"I diari sono documenti segreti scritti per divenire pubblici. Nella maggior parte dei casi sono nelle intenzioni dell'autore la sua ultima opera, quella che gli permetterà di prendere ancora una volta la parola dopo la morte e di costringere gli altri ad ascoltare [...]. Credo che i diari di Montanelli non facciano eccezione alla regola e siano quindi, nelle intenzioni dell'autore, destinati alla pubblicazione. Per alcune ragioni. In primo luogo l'autore parla sempre e soprattutto di se stesso. Attenzione. Vi sono in queste pagine non meno di un centinaio di personaggi, da Leo Longanesi, a Giovanni Ansaldo, da Giuseppe Prezzolini a Eugenio Montale, da Ugo La Malfa a Leo Valiani, da Giovanni Agnelli a Bruno Visentini, da Mariano Rumor ad Amintore Fanfani, da Vittorio Cini a Guido Carli, da Wally Toscanini a Joséphine Baker, da Giovanni Spadolini a Silvio Berlusconi, da Henry Kissinger a Raymond Aron. Vi è la lunga galleria dei colleghi: Eugenio Scalfari, Piero Ottone, Giorgio Bocca, Gaetano Afeltra, Michele Mottola, Enzo Bet-tiza, Bino Buzzati, Alberto Ronchey, Giovanni Russo. Ma entrano in scena, dicono qualche parola, talvolta un breve monologo, e lasciano il palcoscenico. Sono caratteristi e comparse che ruotano intorno al sole del protagonista. Il loro scopo è quello di porgere la battuta a Montanelli o di sollecitare il suo talento di ritrattista."

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