giovedì 2 aprile 2009

Comallamore di Ugo Riccarelli: novità toscana in libreria


Comallamore è la novità libraria tutta toscana dell'autore Ugo Riccarelli, edita da Mondadori. Uscito in questi giorni nelle librerie, Comallamore si presenta come un lungo flash back in cui le piccole vicende dei personaggi si intrecciano con quelle della Grande Storia.

Protagonista del romanzo di Riccarelli è il giovane Beniamino costretto, a seguito della morte del padre, a interrompere gli studi di medicina per trovare lavoro in un manicomio. Questa esperienza lo porterà a scoprire un mondo nuovo, a sondare un territorio per lui inesplorato, ma sino ad allora visto dalle finestre di casa, ponendosi interrogativi e scoprendo che anche nella sofferenza e nel disagio mentale c'è la possibilità di aprire gli orizzonti al lato creativo, profondo dell'essere umano.

Attraverso la vicenda di Beniamino la storia raccontata nel libro vuole essere un monito a noi tutti, affinché in un presente frettoloso e rumoroso non ci dimentichiamo degli altri. "Soprattutto di chi soffre, di quello che non appare di successo, dei disperati, di tutto quanto, invece, fa parte essenziale del nostro essere umano."

L'autore Ugo Riccarelli, nato a Torino da famiglia toscana, vive e lavora a Pisa dove il suo romanzo Comallamore sarà presentato alla Feltrinelli il 16 aprile, alle ore 17.30, con la partecipazione straordinaria del comico fiorentino Paolo Hendel.

Aggiornamento del 16 aprile: sono stata alla presentazione di Comallamore alla Feltrinelli di Pisa e devo dire che, se le recensioni dei giornali mi avevano già incuriosito e fatto classificare questo libro tra quelli da leggere, dopo aver ascoltato alcuni brani letti da Paolo Hendel ed il dialogo, quasi conviviale, che è sorto intorno al delicato tema della pazzia e su come viene affrontato dallo scrittore, ne ho avuto una ulteriore conferma.
La storia romanzata di Ugo Riccarelli, non priva di una vena poetica, parte da vicende vere, raccontate all'autore da persone che vivono o hanno vissuto esperienze a contatto con il mondo della follia, il cui confine dalla normalità può essere più labile di quanto si pensi, come ben sottolineato durante l'incontro.
Mi è piaciuta la motivazione per cui l'autore ha spiegato di aver voluto quella figura di bambino che ascolta la conchiglia in copertina. Tale scelta è stata suggerata allo scrittore dalla metafora riguardante il lavoro del traduttore. Per poter decifrare una lingua e convertirla in un'altra, il traduttore, prima ancora che a carta e penna, si affida alle emozioni, al cuore, e si limita ad ascoltare i suoni della lingua straniera proprio come un bambino ascolta il rumore che viene da una conchiglia, un rumore che attrae, affascina per quanto possa essere diverso dai soliti suoni, o possa sembrare non razionale.
Così come il traduttore, anche il protagonista che si ritrova ad aver a che fare con la pazzia dovrà saper ascoltare il proprio cuore, senza limitarsi ad usare gli strumenti offerti dalla scienza e le nozioni acquisite grazie ai suoi studi. D'altronde, durante questo percorso, una sorta di viaggio interiore, Beniamino scoprirà che il limite che separa la normalità dalla follia è sottile, anzi vago. Se gli uomini 'sani' infatti usano la ragione per soggiogare altri uomini e sfruttano la loro ragione per uccidere altri uomini e fare la guerra (non bisogna dimenticare che il libro è ambientato durante la seconda guerra mondiale), diventa difficile dire chi siano i veri pazzi.
Un'ultima curiosità: l'origine del titolo Comallamore potrà essere scoperta solo da chi leggerà il libro, dove il significato di questa bizzarra parola è rivelato nelle ultime pagine.

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