sabato 28 marzo 2009

Chiesa di San Nicola a Pisa: arte e storia della chiesa toscana

La chiesa di San Nicola di Pisa è una chiesa in stile romanico pisano con il classico rivestimento a fasce marmoree bianche e nere.
Situata a pochi chilometri dalla Cattedrale e dalla Torre Pendente, la chiesa di San Nicola sfugge alle orde di turisti che di Pisa spesso visitano solo Piazza dei Miracoli.
Per questo motivo ho pensato di illustrarvi alcuni monumenti, musei e palazzi storici di questa città toscana partendo in questo post dalla Chiesa di San Nicola il cui campanile pende come quello di Bonanno Pisano.

Storia della Chiesa di San Nicola a Pisa. Citata dalle fonti per la prima volta nel 1097, la chiesa di San Nicola fu costruita, secondo una tradizione seicentesca, nell’anno 1000 per volontà del marchese Ugo di Toscana, la cui residenza sorgeva sull’area dell’attuale Palazzo Reale.
Le successive vicende abitative di questo edificio (dimora di Medici, Lorena e Savoia) hanno contribuito a far sì che la chiesa di San Nicola svolgesse per secoli la funzione di chiesa granducale e reale.
Un corridoio-cavalcavia ad arco ha consentito nei secoli prima ai granduchi di Toscana e poi ai sovrani di Italia di raggiungere dalle loro stanze la chiesa.

Arte della Chiesa di San Nicola a Pisa. Al suo interno questa chiesa pisana custodisce diverse opere d'arte alla cui scoperta voglio brevemente guidarvi.
Entrati nella chiesa, sull'altare della prima cappella a destra si può ammirare una Madonna col Bambino di Francesco Traini, pittore pisano del Trecento. Sul fondo oro ristaglia l’esile figura della Vergine, avvolta nel manto blu notte su cui, all’altezza della spalla, brilla una stella: è un’allusione a Maria Stella Maris e a Cristo stella del mattino. Lo sguardo del Bambino è rivolto al cardellino che ha tra le mani: l’animale è simbolo dell’anima salvata dal suo sacrificio.
Al collo di Gesù è appesa una collana con un rametto di corallo simboleggiante sia il sangue di Cristo che la Resurrezione; il valore della rinascita è ben rappresentato dal corallo che portato in superficie non muore, ma diviene perfetto ed incorruttibile; a ciò si aggiunga la funzione scaramantica, apotropaica rivestita dal corallo rosso, motivo per cui un braccialetto di corallo è tutt'oggi regalato ai neonati come segno di buon auspicio.

Proseguendo la nostra visita all'interno della chiesa di San Nicola si giunge alla quarta cappella dove è esposta la tavola di inizio Quattrocento raffigurante San Nicola che salva Pisa dalla peste.
Il dipinto mostra una delle più antiche raffigurazioni di Pisa in basso, a destra. La prospettiva a volo d’uccello consente di vedere gli edifici raccolti entro la cinta muraria: accanto alle case torri si distinguono (a sinistra del fiume) la cittadella e la Piazza dei Miracoli con la cattedrale, il battistero e la torre.
A proteggere Pisa si erge sullo sfondo dorato, a sinistra, la maestosa figura di san Nicola da Tolentino. Invocato contro la peste, il frate è avvolto nella scura tunica agostiniana; in una mano tiene il libro della Regola ed un ramo di giglio fiorito e nell’altra afferra le frecce scagliate dalla pestilenza personificata nella piccola figura in alto, a destra.

Attraversando la chiesa dirigiamoci verso la cappella a sinistra, più vicino all'ingresso, qui si trova la trecentesca scultura lignea della Madonna col Bambino di Nino Pisano.
Affettuoso ed elegante l'atteggiamento di Maria che afferra con una mano un lembo della veste e con l’altra sostiene il Bambino verso il quale reclina leggermente la testa, mentre il corpo snello pare ondeggiare in un’aggraziata curva.
La Madonna risente nell’elegante posa dell’influenza dei coevi modelli transalpini di Vergini, ma se ne differenzia per le più intime e pensose emozioni che riesce a esprimere: tra madre e figlio si stabilisce un muto colloquio di sguardi affettuosi e di dolci sorrisi, venati di malinconici presentimenti.

Non posso concludere questa sommaria visita alla chiesa di San Nicola a Pisa senza citare il Crocificco ligneo attribuito a Giovanni Pisano (1245 ca.-dopo il 1317), visibile sulla cappella a sinistra del coro.
Fino all’ultimo restauro, la paternità di questo Crocifisso è risultata controversa, anche se la decisa torsione del capo e delle membra comunica la forza espressiva delle opere di Giovanni Pisano, soprattutto di quelle di inizio Trecento.

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