venerdì 16 gennaio 2009

Scrittore della Toscana del 2008: Dacia Maraini


Il libro che vi consiglio in questo inizio di 2009 è Il treno dell'ultima notte edito da Rizzoli e uscito dalla penna di Dacia Maraini cui è stato assegnato in settimana il premio come Scrittore toscano dell'anno 2008. Sebbene non lo abbia ancora letto, la sua trama mi ha interessato e poi conosco già Dacia Maraini per altri suoi libri e sono felice che l'associazione Fiera del libro toscano l'abbia scelta come scrittrice toscana del 2008.

La storia ripercorre il viaggio compiuto da Amara sulle orme dell'amico d'infanzia, Emanuele, bambino vivace ed allegro la cui giovane vita viene stroncata in un campo di concentramento.
Tutto ciò che rimane di lui è una manciata di lettere ed un quaderno ritrovati nel ghetto di Lodz. Alla scoperta di queste poche tracce, Amara attraversa nel 1956 l'Europa visitando il girone infernale di Auschwitz-Birkenau, percorrendo le strade di Vienna alla ricerca dei sopravvissuti, sino ad arrivare a Budapest dove è in atto la rivolta degli ungheresi. Durante questo viaggio la sua vita si intreccia con quelle di uomini e donne il cui destino rivela il senso della catastrofe in cui è precipitato il Novecento e che ha coinvolto, o per meglio dire sconvolto, i destini di molti, tra cui anche quello della Maraini.

Nata in Toscana, a Fiesole (provincia di Firenze), Dacia Maraini ha infatti trascorso l'adolescenza in un campo di concentramento in Giappone durante la guerra insieme al padre, l'antropologo Fosco Maraini, e alla famiglia.

Aggiornamento del 19 Gennaio. Ieri ho comprato Il treno dell'ultima notte e, sebbene non si debba giudicare un libro dalla copertina, questo volume di 430 pagine così ben rilegato, dalla costola un po' bombata e la carta di buona qualità, mi è piaciuto subito.
Appena arrivata a casa, ho iniziato a leggere il libro e l'ho divorato. Mi sono appassionata alla storia di Amara ed ho viaggiato insieme a lei nell'Europa dell'Est condividendo la sua trepidazione per la sorte di Emanuele. Anche se diverse sono le vite che si intrecciano con quella della protagonista in questa ricerca, la figura dell'amico di infanzia resta la più importante. Con i sogni e la vivacità dei bambini ed il linguaggio e il giudizio di un piccolo adulto Emanuele è il grande presente assente del romanzo.
Giunta alla fine del libro, avrei voluto che la Maraini avesse scritto qualche pagina in più. Comunque da leggere senza dubbio, magari in una giornata di buon umore visto che Il treno dell'ultima notte fa venire un po' il magone. Che altro dire, mi viene in mente il titolo di un altro libro Qualcuno si è salvato. Ma niente è stato più come prima. E qui mi interrompo, o rischio di spoilerarvi troppo. Buona lettura

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