lunedì 22 dicembre 2008

Lezione 21 di Baricco al Cinema Stella di Grosseto

Tradizionale come l'albero addobbato con mille lucine e palle colorate, preconfezionato meglio di un pandoro zuccheroso fatto per piacere un po' a tutti, come ogni anno a Natale è arrivato il fiume in piena di cinepanettoni che ha subito invaso cinema e multisala. Così mentre la coppia ahimé scoppiata Boldi-De Sica (adesso anziché uno sono due i loro film di Natale) imperversa sui grandi schermi di tutta Italia, fa piacere sapere che in questo deserto ci sono oasi in cui cercare riparo per vedere qualcosa di diverso dalla solita programmazione natalizia.

Chi osa tanto? Sono spesso piccoli cinema d'essai, realtà fortunamente ancora vive e attive nella diffusione di film di qualità. Questo è il caso del Cinema Stella a Grosseto e di Lezione 21, prima prova di Alessandro Baricco dietro la macchina da presa, che vi verrà proiettato a fine anno, tra il 29 ed il 31 dicembre.
Nel seguire le riprese di questo film il neo regista ha continuato ad indossare i panni di scrittore dal momento che la storia è stata da lui concepita dapprima come racconto pensato sin da subito per uno sviluppo cinematografico. Se quando guardo un film tratto da un libro ne rimango perlopiù delusa, Lezione 21 rappresenta per me la famosa eccezione che conferma la regola.

Nel film prende corpo in una storia fantastica la ventunesima lezione che l'eccentrico professor Mondrian Kilroy era solito tenere durante il suo corso universitario il cui tema centrale consisteva nello smontare capolavori a suo dire sopravvalutati. Nella Lezione 21, nello specifico, ad essere presa di mira è la Nona Sinfonia di Beethoven, eseguita dallo stesso compositore, ormai abbandonato in una silenziosa solitudine, a Vienna nel 1824.
Nell'inverno dello stesso anno moriva in una foresta dell'Austria un maestro di musica, Hans Peters, accompagnato sino all'ultimo istante dalle note del suo violino. Come le due storie si intreccino tra di loro e con il presente, costituito dalla rievocazione della lezione universitaria, è un gioco di sottili equilibrismi in cui Baricco sa abilmente destreggiarsi.
Concludo dicendo che, oltre alla trama, consiglio la visione del film per la bellezza della scenografia, dei costumi e della fotografia. E se non mi credete giudicate voi stessi guardando il trailer.


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