martedì 23 dicembre 2008

La Ribotta di Montinero al teatro Goldoni di Livorno

Per chi vuole trascorrere un Santo Stefano piangendo dal ridere consiglio lo spettacolo in scena al teatro Goldoni di Livorno: La Ribollita di Montinero di Beppe Orlandi.

Maestro del vernacolo livornese, anzi di quella calata da toscanaccio purosangue, Beppe Orlandi è stato creatore ed interprete di scenette esilaranti che vedono come protagonisti personaggi che s'incontrano nella vita quotidiana per le vie di Livorno; ci sono il netturbino, il bevitore assiduo di ponci, il venditore, la comare, insomma tutta gente schietta, che appartiene perlopiù alle fila del popolo. Con le sue caratterizzazioni dal tono burlesco si fa beffe di tutti e di tutto.
Conservo ancora dei vecchi dischi con alcuni suoi brani che nel corso degli anni ho ascoltato più volte e sempre con grande piacere, non conosco La Ribotta di Montinero che fa già sorridere per la scelta dei nomi dei personaggi (Ucrelia, Cesira, Astarotte...), ma sono sicura che non deluderà gli amanti di quell'umorismo toscano che, dal quartetto di Amici miei a Benigni, ha sortito un gran successo anche al di fuori di questa regione.

Ecco un passaggio preso dalla Ribotta:
“È già tre vorte ‘he sona la sirena,

siemo senza ‘arbone e nun c’è vino.

Anche stasera siemo senza cena,

si fa le ‘orse ‘ntorno ar tavolino”.

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