mercoledì 31 dicembre 2008

Fiera del cioccolato a Firenze

La fiera del cioccolato a Firenze è una dolce manifestazione ospitata per la V edizione in piazza Santa Croce dal 22 al 25 gennaio 2009. Non c'è modo migliore per cominciare bene il nuovo anno che gustare le specialità di cioccolato artigianale preparate dai 30 maestri cioccolatieri italiani e stranieri presenti a questa fiera.

Si tratta di famose aziende artigianali, tra cui diverse le realtà interessanti situate in Toscana, terra che in questi ultimi anni si sta affermando a livello internazionale per la qualità del suo cioccolato, ma anche in Piemonte, regione che vanta una tradizione secolare nella produzione di un ottimo cioccolato. A tal proposito ricordo che la pasticceria Rivoire a Firenze fu fondata proprio dal mastro cioccolatiere della corte dei Savoia Enrico Rivoire.
Ecco alcuni nomi degli espositori di questa fiera del cioccolato: la Cioccolateria artigianale Brotini di San Miniato Basso (provincia di Pisa), la Boutique del cioccolato di Firenze, la Cioccolateria Signorini di Pistoia, il Cioccolato Poretti e Sweet and Chocolate di Torino.

Al momento non è ancora on line il programma degli eventi che costelleranno la fiera del cioccolato, per chi volesse saperne di più non resta che visitare il sito www.fieradelcioccolato.ite poi provare personalmente queste bontà, concedendosi qualche stravizio in più dopo quelli delle festività natalizie.
Leggi tutto

Concorso fotografico Alinari: Fotografare il territorio Montescudaio Pisa

Il 15gennaio 2009 scadono i termini del concorso fotografico bandito dalla Fondazione Vittorio e Piero Alinari, in collaborazione con Edifir – Edizioni Firenze, e dal titolo Fotografare il Territorio: il Comune di Montescudaio – Pisa.
Indetto per celebrare i 600 anni della nascita del Comune di Montescudaio (provincia di Pisa), il concorso ha per tema la zona del Montescudaio e pertanto le fotografie, analogiche o digitali che siano, devono riguardare il territorio, la storia ed il futuro di questo comune pisano.

Per partecipare al concorso fotografico occorre che le opere inedite giungano alla sede della Fondazione Alinari in duplice copia.
Il giudizio della Commissione sarà reso noto durante la prima settimana di febbraio; l'opera vincitrice non verrà restituita ed il fotografo riceverà un premio in denaro di € 1.500 mentre altri due premi speciali di € 500 sono previsti per le altre foto segnalate dalla Commissione.
A questo si aggiungerà la soddisfazione di vedere esposte le proprie opere in una mostra realizzata ad hoc dalla Fondazione Alinari e pubblicate nel catalogo della collana Fotografare il territorio edito da Edifir - Edizioni Firenze.
Leggi tutto

Capodanno 2009 a Firenze in piazza della Signoria e non solo

Il Capodanno 2009 a Firenze in piazza della Signoria è all'insegna della musica classica; puntuale torna infatti il tradizionale concerto di fine anno in piazza della Signoria in cui l'orchestra, diretta dal maestro Giuseppe Lanzetta, suonerà musiche di Strauss, Bizet, Offenbach e Brahms per festeggiare il nuovo anno al ritmo di valzer, can can e polka.

A Firenze il Capodanno 2009 in piazza si festeggia non solo nella storica piazza della Signoria, ma anche in altre piazze fiorentine dove spettacoli, concerti, veglioni condurranno al classico brindisi di mezzanotte con cui verrà salutato il 2009.

In piazza Sant'Ambrogio si terrà il cenone a base di fritto e baccalà e a partire dalle 22 il concerto degli Skiantos, seguito dalla musica scelta dal dj Gabe per ballare sino a tarda notte. La festa del Capodanno 2009 avrà luogo nell'area del mercato la cui struttura sarà valorizzata al meglio da un progetto di luci, suoni e video proiettati sulle pareti.


Il Capodanno 2009 a Firenze è festeggiato con un altro concerto in piazza Santo Spirito, dalle 20 alle 2 di notte un gruppo italiano proporrà alcuni successi della musica anni sessanta e settanta.

Leggi tutto

martedì 30 dicembre 2008

Castagnaccio: il dolce toscano alle castagne

Il castagnaccio è un tradizionale dolce della Toscana preparato specialmente in autunno e inverno in quanto a base di farina di castagne. E vista la diffusione di questo frutto dalle nostre parti potrete ben capire il motivo per cui il castagnaccio ha ormai alle spalle una storia secolare, come dimostra la citazione fatta nel 1553 all'interno del Commentario delle più notabili et mostruose cose d’Italia et altri luoghi da Ortensio Orlando che attribuisce la paternità di questo ottimo dolce toscano a Pilade da Lucca.
Gli ingredienti sono molto semplici tant'è che in passato si trovava sulle tavole dei contadini, mentre oggi lo trovate nei forni delle città toscane e che lo chiamino baldino, pattona, o più comunemente castagnaccio la preparazione è sempre la stessa.

Come prima cosa occorre ottenere una pastella abbastanza liquida e senza grumi unendo la farina di castagne al latte, precedentemente stiepidito. A questo composto vanno aggiunti un pizzico di sale, scorzette di arancia, pinoli, uvetta e gherigli di noci in abbondanza; dopodiché l'impasto va steso in una teglia (tenendo conto che questo dolce è tradizionalmente piuttosto basso) oliata e cosparso con qualche rametto di rosmarino che dia il tocco finale a questo dolce molto profumato. Alla bontà che il profumo delle sue foglie conferirà al castagnaccio la leggenda aggiunge il potere di un filtro d’amore, che farebbe innamorare perdutamente il giovane che mangi il dolce della ragazza che glielo dona.

Cuocere in forno a 180° finché il dolce non appaia sufficentemente consistente, se infilando uno stuzzicadenti torna pulito allora potete togliere la teglia. Per gustarlo al meglio abbiate un po di pazienza e lasciatelo riposare.
Leggi tutto

lunedì 29 dicembre 2008

Il Panforte di Siena: ricetta e storia di questo dolce toscano




In questi giorni di festa il panforte di Siena fa la sua comparsa, insieme a panettone, pandoro e ricciarelli, sugli scaffali di supermercati e pasticcerie, e non solo in Toscana. La bontà di questo tipico dolce natalizio senese è infatti ormai celebre in tutta Italia, ma come e quando è nato il panforte?

Antichi ricettari ne attestano l'origine secolare che la leggenda vuole addirittura miracolosa. Nella notte di Natale infatti si narra che un bambino portò in dono a Gesù un po' di pane con mandorle che, in seguito alla benedizione di San Giuseppe, si trasformò in un buonissimo panforte.
Una tradizione medievale racconta invece che il panpepato, antenato dell'attuale panforte di Siena, sia stato preparato per la prima volta da Suor Leta al fine di rimediare ad un danno occorsole in cucina. Si dà il caso che alla povera si fossero rotti i piani della madia spargendo al suo interno le materie prime di cui la suora si servì per creare questo nuovo dolce... è proprio il caso di dire 'non tutto il male vien per nuocere'.
Tra gli ingredienti abbondavano ancor più di oggi le spezie, tra cui il pepe da cui deriva il nome di panpepato, tenute insieme da zucchero caramellato e miele. Essendo tali merci a quei tempi particolarmente preziose e costose questo dolce era consumato dai ceti abbienti.

Venendo ai giorni nostri, la versione classica del panforte è quella bianca, chiamata anche Margherita in occasione della visita a Siena della regina Margherita di Savoia nel 1879. Il segreto del successo del panforte bianco risiede nella ricchezza e bontà del suo composto (un mix esplosivo di calorie!) che dal 1675 conta ben diciassette ingredienti, tanti quanti sono le contrade del Palio di Siena: miele, zucchero, farina di grano, nocciole, noci, mandorle, cedro candito, arancia candita, popone candito, scorza di limone candita, cannella, coriandolo, pepe aromatico, pinoli, chiodi di garofano, acqua per impastare e fuoco per cuocere.
Un dolce così energetico da avere presunte qualità afrodisiache e da essere stato usato in passato come cibo 'd'emergenza' per sfamare l'esercito senese durante l'assedio di Siena nel 1555, senza ahimé bastare per resistere all'attacco dei fiorentini che conquistarono la città.

Oltre al panforte Margherita (o bianco), è possibile gustare anche il panforte nero, al cioccolato, da non confondere con la Torta di Cecco, dolce natalizio senese meno diffuso ma non per questo meno squisito.
Se siete indecisi tra le marche che producono il panforte quella che vi consiglio è Sapori, a mio avviso la migliore in assoluto.
Leggi tutto

sabato 27 dicembre 2008

Capodanno in piazza a Pisa

Il Capodanno in piazza a Pisa raddoppia, anzi quadrupla per festeggiare l'arrivo del 2009; quattro spettacoli avranno infatti luogo la sera del 31 dicembre in quattro piazze della città toscana: Piazza Garibaldi, Piazza San Paolo all'Orto, Piazza Chiara Gambacorti e Logge di Banchi.
L'evento ribattezzato Last of the year Carnival vedrà percorsi culinari intrecciarsi a spettacoli d'intrattenimento e di musica di ogni genere, dal Blues al Rock, dal Jazz al Reggae, dallo Ska ai balli Latino Americani, per culminare nel tradizionale brindisi di mezzanotte.
All'organizzazione della festa di Capodanno a Pisa, o per meglio dire delle feste, hanno partecipato alcuni locali del centro come il Bazeel, il Leningradcafé, il Borderline e Metamusic Agency.
Qui di seguito trovi il programma della serata nelle quattro piazze di Pisa coinvolte.

Piazza Garibaldi. La festa di Capodanno comincia alle 20 con un aperitivo - cena a base di prodotti toscani, organizzato da Bazeel, prosegue alle 21 con balli latino americani dell'A-Team, gruppo di animazione pisana. Alle 23 comincia il concerto della Blues Band di Nick Beccattini, che proporrà non solo blues, ma anche musica rock, funk e soul, e che si interromperà per festeggiare la mezzanotte come vuole la tradizione con assaggi classici di zampone, lenticchie e spumante. Si balla fino a notte inoltrata al ritmo dela musica latino americana.

Piazza San Paolo all'Orto. La serata del 31 comincia alle 21 con una cena a base di zuppa toscana ed entra nel vivo alle 23.30 con il concerto di Ray Daytona, affermata band surf punk in Italia. La festa di Capodanno in piazza continua nel segno della musica con un After Show DJ Set con Dome La Muerte and Lady Maina che terminerà a notte fonda.

Piazza Chiara Gambacorti. Il programma del Capodanno a Pisa in piazza Gambacorti prevede un concerto reggae del gruppo Working Vibes, vincitore del Premio Ciampi 2008 per la miglior cover. Lo spettacolo inizierà alle 23 e per due ore riecheggeranno in questa piazzetta del centro musiche reggae, ragga muffin and dance hall style.

Logge di Banchi. Il programma della festa di Capodanno presenta spettacoli non solo musicali. Alle 19.30 è ora di un aperitivo musicale che animerà la serata fino alle 22.30, quando comincerà il concerto di Chiasso Mozzo Noir Folk Punk Band. Si tratta di cantastorie pisani la cui musica ha radici nelle melodie popolari e nel rock d'autore.
Allo scoccare della mezzanotte accompagnerà la comicità di Antonio Calandrino, eclettico attore di teatro di cinema, nonché presentatore della serata, che proporrà brani del suo ultimo spettacolo "L'Io Dio". Chiuderà la serata la musica ska & rocksteady de 'La Ghenga'.
Leggi tutto

A Siena guardando le stelle dell'anno nuovo

Mancano solo 4 giorni, 10 ore, 0 minuti allo scoccare della mezzanotte dell'Anno Nuovo, e tra giornali, televisione, radio piroettano gli astrologi con le loro previsioni del 2009, rigorosamente suddivise segno per segno. Nell'attesa di scoprire che anno sarà vi propongo anch'io un appuntamento con le stelle; tranquilli, non intendo improvvisarmi lettrice del futuro e sottoporvi l'ennesimo oroscopo, il cielo che vi invito ad osservare è quello 'astronomico'.

Non proprio a Capodanno ma il 3 gennaio 2009 a Siena verrà aperto al pubblico l'Osservatorio astronomico dell'Unione Astrofili Senesi; alle 21.30 sarà possibile guardare con il telescopio stelle e nebulose che 'popolano' l'emisfero settentrionale e per una volta tanto lo spettacolo non sarà Under the Tuscan Sun ma il cielo toscano stesso.
La stazione astronomica di Siena Palmiero Capannoli si trova presso Porta Laterina per cui arrivando a Siena in treno occorre prendere un autobus per raggiungere piazza Indipendenza e da qui il 54 con fermata Porta Laterina, mentre per chi viene in auto un parcheggio vicino è quello in via Bastianini e via del Nuovo Asilo.

A questo punto non resta che augurarsi che la notte sia serena e quindi la visibilità massima e controllare le previsioni del tempo... e che le stelle siano con voi!
Leggi tutto

venerdì 26 dicembre 2008

Kinzica de' Sismondi, chi era costei?

Quanti abitano o conoscono un po' Pisa sapranno che uno degli storici quartieri in cui era suddivisa la città toscana si chiamava Kinzica (per chi è pratico si trovava più o meno all'altezza di via San Martino).
Il suo nome deriva da quello di una donna vissuta a Pisa nel Medioevo e tutt'oggi qui ricordata come un'eroina, soprattutto in occasione di manifestazioni storiche come la Regata delle Repubbliche Marinare cui partecipano Amalfi, Venezia, Genova ed ovviamente Pisa.
Nel corso della sfilata in costume che precede la gara colei che riveste i panni di Kinzica de' Sismondi giunge a cavallo, accompagnata da sei damigelle e da un palafreniere, e scortata da otto tamburini e quattro alfieri.
A cosa si deve una tale importanza tributata a questo personaggio? La risposta risiede probabilmente in un episodio storico che ha acquisito col tempo un alone leggendario.

Intorno al 1004-1005, quando si svolsero i fatti in questione, i pirati minacciarono la città di Pisa in un momento in cui era indifesa. Il loro piano fu mandato però in fumo da Kinzica de' Sismondi che, accortasi del pericolo, suonò a storno le campane destando così la popolazione che respinse gli invasori.
A questo alcuni aggiungono il coraggio che la donna avrebbe dimostrato combattendo in prima persona per la difesa della città.
Ad ogni modo il risultato fu una vittoria schiacciante riportata sull'aggressore e il perenne ricordo di Kinzica dei Sismondi nella memoria collettiva della città.
Leggi tutto

I Befanini: per un dolce Natale tutto toscano




Cosa c'è di meglio per augurare a qualcuno un dolce Natale che regalargli qualcosa di veramente dolce, magari preparato da noi? Sul fronte delle specialità natalizie il ricettario toscano ci in viene in soccorso con un'ampia varietà di biscotti e torte tra cui poter scegliere.

Quella che ho deciso di proporvi per queste feste è una delle ricette tradizionalmente preparate in Toscana ad anno nuovo come d'altronde rivela il nome: i Befanini.



Ingredienti:
Per l'impasto
500 gr. farina
100 gr. burro
noce di strutto
200 gr. zucchero
2 uova e 1 rosso d'uovo
un po' di latte (quanto basta per rendere l'impasto consistente)

Per il marzapane
Mandorle tritate
albume d'uovo (montato)
Alchermes

Preparazione:
Disponete a fontana la farina e versate al centro lo zucchero, il burro, le uova ed il latte. L'impasto ottenuto va messo in frigo per circa 10, 15 minuti e quindi steso col mattarello e infine ritagliato con un coltello ricavando così biscotti dalle forme irregolari.
A questo punto si prepara il marzapane con mandorle tritate e albume montato, cui si aggiunge un po' di alchermes, e quindi se ne stende un cucchiaino sui befanini.
Non resta che metterli in forno e lasciarli dorare e... buon appetito!
Leggi tutto

giovedì 25 dicembre 2008

Palazzo Alla Giornata di Pisa tra leggenda e realtà

In bilico tra leggenda e realtà, la storia che vi voglio raccontare in questo 25 dicembre riguarda l'origine del termine Alla Giornata con cui è chiamato uno dei palazzi storici che campeggiano sui lungarni di Pisa, attuale sede del Rettorato dell'Università, e che ebbe un lieto fine proprio un giorno di Natale di alcuni secoli fa.

La narrazione dei fatti ci conduce nel XVII secolo e vede protagonista un cavaliere pisano che, in seguito ad un'aspra battaglia navale, cadde in mano turca. Affidato alla custodia di uno dei favoriti del bey, ne guadagnò ben presto la stima per il coraggio dimostrato durante la sua prigionia a tal punto che questi gli avrebbe reso la libertà se in cambio avesse accettato di abiurare la propria religione.
Malgrado il cavaliere di Pisa non mostrasse tentennamenti, il cortigiano si fece avanti con una nuova proposta, vale a dire per essere libero bastava che smettesse di osservare la regola del venerdì magro cui rigidamente si era sempre attenuto. Passate alcune settimane, un venerdì il cavaliere chiese che gli fosse portato un lauto pasto; felice di udire tale notizia, il cortigiano turco mantenne fede alla sua promessa e lo rilasciò in libertà. Ciò che l'ignaro non sapeva era che quel giorno si festeggiava il Natale, ricorrenza per la quale il precetto del venerdì magro veniva eccezionalmente sospeso.
Tornato a Pisa, il cavaliere costruì un palazzo sul Lungarno e come ex voto vi fece attaccare sopra l'ingresso tre maglie della catena che lo aveva tenuto prigioniero e vi fece incidere il motto Alla Giornata volendo così ricordare che, anche nelle difficoltà, non bisogna perdere la speranza perché in una sola giornata il destino avverso può capovolgersi.
Leggi tutto

Programma di prosa al Teatro Verdi di Pisa

Sotto l'albero di Natale come gradita sorpresa ecco finalmente uscito il programma della stagione di prosa del Teatro Verdi di Pisa.

Macbeth di W. Shakespeare, regia Gabriele Lavia
Venerdì 9 e sabato 10 gennaio 2009 ore 21, domenica 11 gennaio 2009 ore 17
Dopo il Macbeth verdiano, la Compagnia Lavia Anagni porta sul palcoscenico del Teatro di Pisa la tragedia shakespeariana in prosa.

Bello di papà di e con Vincenzo Salemme
Giovedì 19 e venerdì 20 febbraio 2009 ore 21
Chi è di Scena e Diana Or.I.S. presentano
In questa commedia in due atti il celebre autore-regista-attore si trova a dover aiutare un amico in cura psichiatrica rivestendo per un po' i panni del padre.

Il laureato di Terry Johnson dal romanzo di Charles Webb, con Giuliana De Sio
Venerdì 6 e sabato 7 marzo 2009 ore 21
Chi non conosce Il Laureato e non ha visto almeno una scena dello storico film che lanciò un giovanissimo Dustin Hoffman.

La parola ai giurati di Reginald Rose, con Alessandro Gassman
Venerdì 17 e sabato 18 aprile 2009 ore 21
Nei panni di regista e attore Gassman porta in scena al Verdi di Pisa questo legal thriller, realizzando uno spettacolo ad ata tensione, almeno così promette il cartellone...
Leggi tutto

Concorso per aspiranti sceneggiatori

Sogni di lavorare nel mondo del cinema e di vedere un giorno una tua sceneggiatura usata per la realizzazione di un film? Se la risposta è sì, iscriviti entro il 31 gennaio 2009 al concorso gratuito pubblicato dalla provincia di Firenze ed in caso di vittoria potrai vedere concretizzartsi il tuo sogno ed il lungometraggio prodotto, sulla base della tua sceneggiatura, verrà inviato al Festival del Genio Fiorentino.

Dai libero sfogo alla tua fantasia, il tema è libero e la durata di 100 minuti, l'ambientazione prevista nella provincia fiorentina ed i dialoghi in italiano.
Trovi informazioni più dettagliate sul sito della provincia di Firenze.
Leggi tutto

martedì 23 dicembre 2008

Villa Medicea di Poggio a Caiano

A pochi chilometri da Firenze, facilmente raggiungibile in autobus dalla stazione di Santa Maria Novella, si trova in provincia di Prato la Villa medicea di Poggio a Caiano.

Costruita da Giuliano da Sangallo per volere di Lorenzo il Magnifico su preesistenti strutture già appartenute alle storiche famiglie fiorentine dei Rucellai e degli Strozzi, la villa di Poggio a Caiano ha visto negli anni l'avvicendarsi di vari artisti tra cui Filippino Lippi per l'affresco sotto la loggia al primo piano, Andrea Sansovino nell'esecuzione del frontone in maiolica, Andrea del Sarto, Alessandro Allori e soprattutto Pontormo per la realizzazione del bellissimo ciclo di affreschi che decora le pareti del Salone di Leone X.

Oltre alla villa ed al parco è possibile visitare il Museo della natura morta, inaugurato nel giugno del 2007, che vanta un discreto numero di quadri compresi in un arco temporale che va dal Cinquecento al Settecento. Se dovete fare proprio fare una scelta e non avete il tempo di visitare sia l'uno che l'altro, il mio consiglio è di vedere la villa; una delle più belle tra quelle medicee che abbia mai visto.
Leggi tutto

La Ribotta di Montinero al teatro Goldoni di Livorno

Per chi vuole trascorrere un Santo Stefano piangendo dal ridere consiglio lo spettacolo in scena al teatro Goldoni di Livorno: La Ribollita di Montinero di Beppe Orlandi.

Maestro del vernacolo livornese, anzi di quella calata da toscanaccio purosangue, Beppe Orlandi è stato creatore ed interprete di scenette esilaranti che vedono come protagonisti personaggi che s'incontrano nella vita quotidiana per le vie di Livorno; ci sono il netturbino, il bevitore assiduo di ponci, il venditore, la comare, insomma tutta gente schietta, che appartiene perlopiù alle fila del popolo. Con le sue caratterizzazioni dal tono burlesco si fa beffe di tutti e di tutto.
Conservo ancora dei vecchi dischi con alcuni suoi brani che nel corso degli anni ho ascoltato più volte e sempre con grande piacere, non conosco La Ribotta di Montinero che fa già sorridere per la scelta dei nomi dei personaggi (Ucrelia, Cesira, Astarotte...), ma sono sicura che non deluderà gli amanti di quell'umorismo toscano che, dal quartetto di Amici miei a Benigni, ha sortito un gran successo anche al di fuori di questa regione.

Ecco un passaggio preso dalla Ribotta:
“È già tre vorte ‘he sona la sirena,

siemo senza ‘arbone e nun c’è vino.

Anche stasera siemo senza cena,

si fa le ‘orse ‘ntorno ar tavolino”.
Leggi tutto

Mostra Arte, genio e follia a Siena

Il calendario delle mostre in Toscana del prossimo 2009 si presenta piuttosto denso di interessanti appuntamenti con l'arte, come quello che vi voglio presentare.

Arte, genio e follia, mostra al Santa Maria della Scala di Siena, dal 30 gennaio al 25 marzo 2009.
La mostra si propone di analizzare il binomio tra genio artistico e follia attraverso un excursus espositivo quantomai esauriente e ricco di grandi nomi, Van Gogh, Munch, Ernst, Dix, Grosz, Guttuso, Ligabue e l'elenco annovera ancora altri artisti famosi.

Il tutto per un totale di oltre 300 opere, tra quadri e sculture, provenienti da alcuni dei principali musei europei, tra cui il Museo d'Orsay ed il Musée National d'Art Moderne - Centre Georges Pompidou di Parigi, il Museo del Prado di Madrid, il Kirchner Museum di Davos e le nostrane Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, Pinacoteca di Brera e Biblioteca Nazionale Braidense di Milano.

Per informazioni contatta il Complesso Museale Santa Maria della Scala allo 0577 224811 - 224835.
Nel biglietto della mostra è compresa la visita all'ex ospedale psichiatrico San Niccolò prevista tutti i giorni, dalle 10 alle 17 solo su prenotazione telefonica, e all'esposizione "La lente di Freud. Una galleria dell'inconscio" a cura di Giorgio Bedoni, aperta tutti i giorni e negli stessi orari presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala.
Per saperne di più si può visitare il sito www.artegeniofollia.it.

C'è da giurare che ce ne sarà da vedere delle belle :-)

Per conoscere le altre mostre in Toscana leggi anche: Mostre in Toscana Marzo
Leggi tutto

Toscana insolita e segreta: passeggiate fuori dai sentieri battuti

Al turista alla scoperta di una Toscana non da cartolina ed a coloro che in Toscana ci abitano e pensano di sapere tutto sui luoghi in cui vivono si rivolge questo libro, Toscana insolita e segreta, edito da Jonglez. Non si presenta come una guida tradizionale e di certo non la sotituisce; per questo motivo chi sta programmando le sue vacanze in Toscana farà meglio ad affidarsi alla canonica bibbia dei viaggiatori Lonely Planet con i suoi preziosi consigli, ma se si vuole fare delle passeggiate fuori dai sentieri battuti allora questo libro fa al caso vostro.

L'ho scoperto casualmente sugli scaffali della Feltrinelli, il titolo mi ha incuriosito, così l'ho sfogliato e mi sono accorta che ci sono tanti piccoli dettagli di monumenti e di angoli di città come Firenze e Siena che pensavo di conoscere discretamente bene che sinora mi erano sfuggiti.

Due esempi fra tutti: su alcuni palazzi del centro di Firenze si vedono tutt'oggi delle singolari aperture simili a delle porte ma grandi come finestre (tipo quella della fotografia accanto), aventi anticamente una particolare funzione, mentre sulla fiancata sinistra del duomo di Siena è stato scolpito un quadrato formato da scritte palindrome (SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS) dalle criptiche e molteplici interpretazioni esoteriche, alchimiste, numerologiche ed identico ad un quadrato rinvenuto su una colonna dell'anfiteatro di Pompei, e quindi databile non oltre il 79 d.C.

Se siete curiosi a questo punto di sapere a cosa servissero le misteriose porticine fiorentine e cosa voglia dire il quadrato palindromo di Siena non vi resta che leggere Toscana insolita e segreta.
Leggi tutto

Alla Villa medicea di Quarrata è di scena... La Magia

In una verde area protetta immersa nelle colline del Montalbano, in provincia di Pistoia, si adagia la Villa medicea di Quarrata il cui nome è tutto un programma: La Magia.

Alla bellezza dell'edificio rinascimentale, cui mise mano lo stesso Buontalenti, fa da cornice un parco museo in cui sono ospitate opere di artisti contemporanei si fondono con la natura, come il Micat in vertice di Fabrizio Corneli (installazione di luce e ombra sulla facciata della Limonaia) e La fabbrica della memoria di Anne e Patrick Poirier (installazione in pietra serena la cui forma riecheggia l'ellisse del cervello).

A questa collezione permanente si aggiungono le opere che vi vengono temporaneamente esposte. Ancora per pochi giorni è la volta del giardino di marmo di Nagasawa Hidetoshi. Sbarcato in Italia per la prima volta nel 1967, lo scultore giapponese vi fa ritorno proponendo un suggestivo bosco pietrificato, fatto di colonne, che sino al 30 dicembre si ergerà nella settecentesca Tinaia di Levante.
Leggi tutto

O mio Puccini caro, un altro libro su Puccini? No

La lettura segnalata in questa settimana natalizia all'interno della rubrica Un libro, due minuti su Radio Lady (97.7 fm, diffusione in tutta la Toscana
centro-occidentale, e in streaming) è O mio Puccini caro della scrittrice romana Virginia Cerrone.

Il titolo non vi tragga in inganno, questo non è infatti nè una biografia nè un volume celebrativo di Puccini, malgrado la sua pubblicazione, a cura di Edizioni Cinquestampe, cada in occasione del 150mo anniversario della sua nascita.
Per quanto sia assente, la figura del grande compositore lucchese aleggia lungo tutto il racconto, o per meglio dire le sue arie che sono la colonna sonora alla storia d'amore, tema centrale del libro.

A questo aggiungete l'ambientazione ad hoc, i fatti narrati si svolgono in occasione del Festival Pucciniano a Torre del Lago, ed il nome della protagonista, Liù.
E se ai più forse non dirà niente, agli amanti della lirica ricorderà la schiava della Turandot. Insomma un libro che parla di Puccini per vie traverse, sulle note delle sue più celebri melodie, così belle che fanno innamorare...
Leggi tutto

lunedì 22 dicembre 2008

Lezione 21 di Baricco al Cinema Stella di Grosseto

Tradizionale come l'albero addobbato con mille lucine e palle colorate, preconfezionato meglio di un pandoro zuccheroso fatto per piacere un po' a tutti, come ogni anno a Natale è arrivato il fiume in piena di cinepanettoni che ha subito invaso cinema e multisala. Così mentre la coppia ahimé scoppiata Boldi-De Sica (adesso anziché uno sono due i loro film di Natale) imperversa sui grandi schermi di tutta Italia, fa piacere sapere che in questo deserto ci sono oasi in cui cercare riparo per vedere qualcosa di diverso dalla solita programmazione natalizia.

Chi osa tanto? Sono spesso piccoli cinema d'essai, realtà fortunamente ancora vive e attive nella diffusione di film di qualità. Questo è il caso del Cinema Stella a Grosseto e di Lezione 21, prima prova di Alessandro Baricco dietro la macchina da presa, che vi verrà proiettato a fine anno, tra il 29 ed il 31 dicembre.
Nel seguire le riprese di questo film il neo regista ha continuato ad indossare i panni di scrittore dal momento che la storia è stata da lui concepita dapprima come racconto pensato sin da subito per uno sviluppo cinematografico. Se quando guardo un film tratto da un libro ne rimango perlopiù delusa, Lezione 21 rappresenta per me la famosa eccezione che conferma la regola.

Nel film prende corpo in una storia fantastica la ventunesima lezione che l'eccentrico professor Mondrian Kilroy era solito tenere durante il suo corso universitario il cui tema centrale consisteva nello smontare capolavori a suo dire sopravvalutati. Nella Lezione 21, nello specifico, ad essere presa di mira è la Nona Sinfonia di Beethoven, eseguita dallo stesso compositore, ormai abbandonato in una silenziosa solitudine, a Vienna nel 1824.
Nell'inverno dello stesso anno moriva in una foresta dell'Austria un maestro di musica, Hans Peters, accompagnato sino all'ultimo istante dalle note del suo violino. Come le due storie si intreccino tra di loro e con il presente, costituito dalla rievocazione della lezione universitaria, è un gioco di sottili equilibrismi in cui Baricco sa abilmente destreggiarsi.
Concludo dicendo che, oltre alla trama, consiglio la visione del film per la bellezza della scenografia, dei costumi e della fotografia. E se non mi credete giudicate voi stessi guardando il trailer.


Leggi tutto

Quel presepe in fondo al mar

Italiani, siamo gente di mare non solo d'estate, quando ci sono più ombrelloni sulle nostre spiagge che pesci in acqua, ma anche d'inverno, in pieno clima natalizio. Mancando ormai poco al 25
dicembre i presepi sono stati preparati in molte abitazioni ed in ogni chiesa, mentre quelli viventi si snodano in questi giorni lungo le vie di vari paesi, insomma i presepi di questi tempi sono davvero ovunque, persino sul fondo del Mediterraneo.

Uno di questi presepi subacquei viene allestito ogni anno nelle acque del mar Tirreno, davanti all'isola del Giglio in provincia di Grosseto.
A 25 metri di profondità, sui fondali della Cappa, sono state collocate anche per le festività del 2008/2009 le statue di questo singolare presepe che, sino all'inizio di gennaio, è visitabile con immersioni guidate. Chi fosse interessato può trovare maggiori informazioni su costi, orari e contatti leggendo il documento www.maxshark.it/promozioni.doc.
Leggi tutto

A Siena 'si accende' il Natale: le fiaccolate

Nella provincia di Siena la sera della vigilia di Natale si rischiara alla luce delle storiche fiaccolate accese nei centri storici di Monteriggioni e di Abbadia San Salvatore.

Da molti anni ormai gli abitanti del paese amiatino sono soliti ritrovarsi il 24 dicembre vicino alle grandi cataste di legna, dette fiaccole a partire dalle 18 quando l'atmosfera natalizia si
accende non solo dei loro fuochi ma anche dei canti tradizionali che vi sono intonati tutt'intorno mentre la musica della banda risuona lungo la via principale di Abbadia San Salvatore.



Chi si trova in zona potrà inoltre assistere alla processione in costume storico che si snoda tra le imponenti fiaccole (più di trenta ed alte cinque metri) preparate con giorni di anticipo nei vari rioni e gustare i prodotti locali, come salsicce alla griglia e vin brulé, all'interno delle locande e cantine aperte in paese.

Altra suggestiva fiaccolata di Natale della provincia di Siena è quella che verso le 21 del 24 dicembre parte dal castello di Monteriggioni per attraversare la via Francigena. Ripercorrendo i passi degli antichi pellegrini, fedeli e turisti danno vita ad un lungo fiume di fiaccole che illumina la notte della vigilia di Natale e che si conclude con la celebrazione della Messa a Badia Isola, meta della processione, e con il buffet organizzato dalle associazioni di
volontariato del Comune.
Leggi tutto

sabato 20 dicembre 2008

Presepe vivente in Toscana

Il primo presepe realizzato da San Francesco nella notte di Natale del 1223 a Greccio fu un presepe vivente; questa antica tradizione si conserva tutt'oggi e difatti numerose sono le rappresentazioni della nascita di Cristo in cui, al posto delle statuine, ci sono persone in carne e ossa.
Sono solitamente i paesi, più delle grandi città, ad essere sede di queste rievocazioni della Natività e vista la storia e l'architettura medievale di molti borghi italiani il presepe vivente diventa ancora più suggestivo.

Ho pensato di dare alcune informazioni sui principali presepi viventi che puoi vedere in questi giorni in Toscana.

Presepe vivente di Rosignano Marittimo (prov. di Livorno) ha luogo il 24 dicembre alle 21 e il 26 dicembre alle 15.
Oltre 150 figuranti impersonano i pastori, i cavalieri, i commercianti ed ovviamente la Sacra Famiglia di questa Betlemme ambientata tra le vie strette e irte di Rosignano Marittimo, paese costruito intorno al X secolo che sovrasta il mare e le colline.
Per informazioni si può contattare lo 0586 792973.

Presepe vivente di Barga (prov. di Lucca) è un evento ormai tradizionale con cui si festeggia nella sera del 23 dicembre il Natale a Barga.



La rappresentazione coinvolge l'intero paese della Lucchesia che per un giorno si trasforma in un presepe a cielo aperto dove figuranti (più di 200) fanno rivivere antichi mestieri, ed ecco così le lavandaie, l'arrotino, i fabbri, i mugnai, i musici, le tessitrici... ed infine i personaggi della Sacra Famiglia che daranno vita alla Natività sul prato dell'Aringo, ai piedi del Duomo di Barga.

Presepe vivente di Monterchi (prov. di Arezzo) si svolge il 25, 26, 30 dicembre, il primo e il 6 gennaio.
Il presepe si snoda lungo le viuzze e piazze del paese catapultando il visitatore indietro nel tempo di circa 2000 anni e facendolo assistere a scene di vita quotidiana delle persone presenti alla Natività. Così entrando nelle case si possono sorprendere uomini e donne riuniti a tavola o affaccendati nell'educazione dei figli, mentre nelle botteghe filatrici, falegnami e artigiani sono al lavoro.

Presepe vivente di Equi Terme (prov. di Lucca) si tiene il 23 dicembre (20.30 - 23.30) e dal 25 al 27 dicembre (18-21).
Così bello da aver ricevuto il premio presepistico nazionale, il presepe vivente di Equi Terme coinvolge gli abitanti del paese da circa 20 anni. Sulla sera, spente le luci artificiali della vita moderna per quattro giorni si accendono quelle di fiaccole e lanterne ad illuminare l'episodio della Natività.
Un appuntamento ormai consolidato della tradizione natalizia che vede la partecipazione di molti figuranti; alla loro attività ed anche all'ambientazione si deve il successo di questa rievocazione. Perfetta ambientazione per la Sacra Famiglia è la Buca, una delle grotti naturale della zona.
Chi pensa di recarvisi il 27 dicembre può prendere un treno a vapore che parte da Viareggio alle 16 e qui vi fa ritorno verso le 22,30. Unico incoveniente il prezzo: 45 euro il biglietto intero a/r; molto più accessibile il costo del biglietto per visitare il presepe a soli 4 euro.
Leggi tutto

venerdì 19 dicembre 2008

Capodanno in costume a Firenze

Se pensate di trascorrere il Capodanno 2009 a Firenze sappiate che, oltre alle tradizionali feste animate da dj nei numerosi locali notturni fiorentini (Yab, Saschall, Colle Bereto...), la città vi offre la possibilità di salutare l'anno nuovo in maniera un po' insolita partecipando a delle serate in costume.

Culla del Rinascimento, Firenze poteva forse non dare il benvenuto al 2009 con un gran banchetto rinascimentale di fine anno? Fa da cornice a questo evento il cinquecentesco Palazzo Budini Gattai dell'Ammanati. L'antica dimora del segretario di Cosimo de' Medici si affaccia su piazza dell'Annunziata, dove anticamente avevano luogo i festeggiamenti per il capodanno fiorentino, nel giorno dell'Annunciazione, ossia il 25 marzo.
Oggi come allora si rivive quel clima di festa con un programma invitante che prevede l'accoglienza degli ospiti da parte del personale in abbigliamento rinascimentale, la cena durante cui verranno declamati brani di famosi scrittori toscani ed il tradizionale brindisi, la musica dal vivo fino alle 3, e per concludere in bellezza, anzi in bontà, le degustazione di dolci, cioccolate dei maestri pasticceri Bonci e di grappe di Brunello di Montalcino e di Chianti.

Mentre al banchetto rinascimentale di Palazzo Budini Gattai il costume storico è indossato solo dal personale, questo è obbligatorio per quanti parteciperanno alla serata di fine anno organizzata da Le spire del Drago.
Ancora una volta l'ambientazione contribuisce a creare l'atmosfera giusta per un Capodanno in costume, la festa si svolge infatti nell'Antico Spedale del Bigallo, una magione di origine medievale a Bagno a Ripoli, a soli 5km da Firenze Sud.
E per chi vuole indugiare nei festeggiamenti l'evento di Mezzinverno comincia il 30 dicembre e terminata la serata è possibile restare a dormirvi.
Cena a buffet, giostre e balli sono gli ingredienti di questa serata fantasy dove indossati i panni di un personaggio fantastico lo impersonerai in un gioco di ruolo dal vivo. Per sapere costi, regolamenti e altro puoi consultare il sito di Mezzinverno.
Leggi tutto

giovedì 18 dicembre 2008

Presentazione del libro Mauro Staccioli. All’origine del fare

In extremis vi giro questa comunicazione appena arrivatami... chi domani pomeriggio è a Prato può approfittarne per assistere alla presentazione del volume Mauro Staccioli. All’origine del fare che si terrà presso l'auditorium del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci alle 17.
Il libro edito da Corraini Arte Contemporanea e Edizioni è stato scritto per la mostra dedicata a Mauro Staccioli, visitabile fino all’11 gennaio 2009 al Centro Pecci, in cui saranno esposti bozzetti, disegni e modelli preparatori realizzati per le sue sculture famose in tutto il mondo. 
 
Nel volume viene affrontata soprattutto la metodologia progettuale dell’artista toscano ed il processo ideativo di installazioni ed opere, attraverso l'analisi di ricognizioni fotografiche in situ, disegni, fotomontaggi, progetti esecutivi e alla fase di costruzione.
 
Accurate schede riguardanti le installazioni sono state compilate da Maria Laura Gelmini, su testi dello stesso Staccioli, e sono accompagnate da un ricco apparato iconografico. Il volume include una prefazione di Gillo Dorfles, noto critico d’arte, filosofo, nonché autore di innumerevoli testi di estetica, arte e design, e testi di Luca Massimo Barbero, curatore della Peggy Guggenheim Collection di Venezia, e Marco Bazzini, direttore artistico del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.
 
Alla presentazione del libro interverranno l'artista, Adriana Polveroni, giornalista, Maria Laura Gelmini e Marco Bazzini.

Per saperne di più telefona allo 0574 5317 o visita il sito del Centro Pecci.
Leggi tutto

I demoni del Cinema Teatro Lux di Pisa

Se a Pisa il Teatro Verdi versa in brutte acque tant'è che ancora non è uscito il programma della prosa (e chissà se che a questo punto la stagione non salti), per fortuna ci sono realtà attive come il Cinema Teatro Lux che fanno ben sperare.
Domani, venerdì 19 dicembre alle ore 21.15, la Compagnia del TeatroLux mette in scene il primo studio della sua nuova produzione: I Demoni ispirato al classico della lettaratura di Fedor Dostoevski.
Lo scopo di questo progetto è di porre a confronto le vecchie generazioni con le nuove facendo ricorso all'opera del grande narratore russo.
Durante lo spettacolo un vj scandirà i luoghi, i tempi e i ritmi della performance attraverso la proiezione di video musicali
L'ingresso costa € 6 e comprende la consumazione.
Chi si trova nella zona di Pisa ed è interessato può avere imaggiori informazioni chiamando allo 050 830943 o scrivendo a info@cinemateatrolux.it.
Leggi tutto

mercoledì 17 dicembre 2008

Regali di Natale made in Tuscany

It's the final countdown to the Christmas day e per molti, tra cui la sottoscritta, comincia la corsa agli acquisti di Natale.
Ecco delinearsi una settimana in cui, destreggiandosi tra lavoro, casa e impegni vari, occorre trovare il tempo per comprare pacchetti e pacchettini da dare a amici e parenti.
Non so voi, ma per me a rendere la 'caccia' più difficoltosa è la necessità di unire il desiderio di fare il regalo giusto alle disponibilità del proprio portafoglio, in altre parole riuscire a fare bella figura senza spendere troppo.
Per questo motivo, ho pensato di dare a chi è nei miei stessi panni qualche spunto su pensieri natalizi adatti a tutte le tasche e rigorosamente made in Tuscany.

Oggetti in alabastro. Questi prodotti tipici di Volterra, in provincia di Pisa, sono realizzati da varie aziende della zona dove l'artigianato raggiunge talvolta livelli di vera arte. Variando le misure, le forme che questi oggetti possono avere cambiano anche i loro prezzi.
Per un semplice pensiero si può comprare un portachiavi a forma di animaletto o magari una tazzina di caffé, realisticamente rovesciato sul piattino (può essere un'idea originale che non richiede particolari sforzi economici), o perché no una mela o una pesca (in alcuni casi la frutta è riprodotta talmente bene che se non fosse per il peso si potrebbe rischiare di addentarla).
Per un regalo più importante ci sono i tradizionali vasi traforati, tradizionalmente realizzati in alabastro bianco che risplendono se illuminati, o cambiando genere le scacchiere sicuramente un regalo amato dagli appassionati di questo gioco.
E questi sono solo alcuni spunti di quelli che potete avere passeggiando per le vie di Volterra.

Manifattura di Signa. Rinomata per la qualità delle proprie riproduzioni d'arte, la Manifattura di Signa ripropone i soggetti di celebri quadri nella realizzazione delle proprie tele ma anche di oggetti artistici e decorativi.
Chi vuole acquistare un dipinto se la può cavare spendendo almeno 66 euro, perciò se si è in cerca di un articolo meno costoso si può ripiegare su astucci, borse, ciondoli.
I negozi che vendono i prodotti della Manifattura di Signa si trovano a Firenze in via de Calzaiuoli (www.manifatturadisigna-shop.it), a due passi da piazza della Signoria, a Pisa in Corso Italia (www.manifatturasigna-pisashop.it) e ovviamente a Signa, in via Gramsci.

Biglietti di spettacoli teatrali. A chi è amante del teatro questo regalo giungerà sicuramente assai gradito e la programmazione dei teatri toscani prevede un'ampia scelta di spettacoli interessanti tra prosa, lirica, balletto, concerti e teatro in vernacolo toscano.

Pelletteria fiorentina. Chi a Firenze è solito curiosare tra le bancarelle dei mercati di san Lorenzo o del Porcellino sa bene che di oggetti in pelle qui c'è l'imbarazzo della scelta.
Borse, borsette, zaini, portamonete e portaocchiali in pelle sono un evergreen dell'artigianato locale per uno shopping di qualità che difficilmente scontenterà chi ne riceverà qualcosa in regalo. Accanto all'articolo più serioso o classico c'è quello colorato e più giovanile, a voi la scelta.

Oggetti in lana cotta. Non necessariamente made in Pakistan, sciarpe, plaid, giacche, borse in lana cotta sono prodotti infatti da molte aziende artigianali nel Casentino. Un classico di questa produzione aretina è il cappotto color arancio; per un regalo meno impegnativo la gamma di accessori in lana cotta è quantomai varia e comprende spille dalle forme diverse e graziose borsette come quella che ho comprato ad una bancarella a Pisa durante il mercato che ha luogo nel centro della città ogni secondo fine settimana.

Bottiglie di vino. Se durante le feste siete stati invitati a cena e volete portare qualcosa di gradito ma non troppo impegnativo e magari non conoscete molto bene il gusto del padrone di casa, un pensiero che dovrebbe essere apprezzato (a meno che non sia astemio) è costituito da una bottiglia di vino toscano, anzi un Supertuscan, come sono detti i vini toscani sprovvisti di un disciplinare, o un vino DOCG, che sia Chianti o Brunello di Montalcino il successo a tavola è garantito.

Tradizionali dolci toscani. E dulcis in fundo non potevo non concludere proponendo la classica cesta natalizia che, sicuramente gradita dai golosi, potrete andare a riempire con i cavallucci, i ricciarelli ed il panforte di Siena, i cantuccini di Prato, accompagnati magari da una bottiglia di Vin Santo.

E se accanto a questi e ad altri dolci tradizionali come panettone e pandoro ne vorreste inserire qualcuno poco noto ma squisito, una sorta di prelibatezza della gola, vi consiglio di aggiungere nella cesta anche il panficato dell'isola del Gigio, una bomba calorica ripiena di fichi secchi, noci, pezzi di frutta e cioccolato. L'unico problema è che questo prodotto tipico della provincia di Grosseto non ha un'ampia commercializzazione al di fuori di questa terra.
Per gli amanti del salato non possono mancare altre specialità gastronomiche come il salame di cinta senese o il sugo di cinghiale.

Leggi anche Ponte Immacolata Toscana: Eventi ponte 8 dicembre

Sol Gabriel: Atelier di borse - Firenze

Lush Firenze: Negozio di saponi e cosmetici naturali
Leggi tutto

lunedì 15 dicembre 2008

Concerti di Natale in Toscana

Jingle bells, jingle bells, jingle all the way... Last Christmas I gave you my heart... come ogni anno verso dicembre queste canzoni vengono riproposte all'interno di molti negozi e supermercati e persino dagli altoparlanti nelle principali vie dello shopping cittadino fino a diventare una sorta di colonna sonora della vita di molti di noi.
Se a questi motivetti aggiungete le vetrine sbrilluccicanti, addobbate a festa, i fiocchi di neve e le ghirlande che scendono dall'alto illuminando vie e piazze, quello che otterrete è un clima natalizio un po' 'freddo', come le temperature di questo periodo, un po' preconfezionato per i miei gusti. Lo spirito del Natale più autentico, io lo avverto introfulandomi nei mercatini brulicanti di gente e spulciando tra le bancarelle dove l'odore del croccante si mescola ai colori di oggetti, ninnoli, statuine del presepe, decorazioni, a volta di interessante manifattura, altre volte vere e proprie cianfrusaglie.

Ma l'ingrediente fondamentale nel creare la magica e calda atmosfera natalizia è a mio avviso rappresentato dal tradizionale canto di Natale intonato da vari cori in molte chiese. In Toscana il calendario fitto di appuntamenti da annotare è già partito alla grande con alcuni concerti come quello tenutosi il 13 nella cattedrale di Pisa dove per poco più di un'ora hanno risuonato le melodie composte da Haydn e magnificamente interpretate dal Coro Camerata di Cremona e dall'Orchestra Filarmonica Italiana.
Chi se lo sia perso non si preoccupi, l'occasione per rifarsi infatti non manca e tra i prossimi concerti di Natale ve ne segnalo alcuni, tutti gratuiti, in cui la musica classica e i cori gospel la fanno da padrona.

Concerto di Natale a Firenze il 18 dicembre alle 21,15 nella chiesa di San Salvatore al Monte (Patrizia Cigna, soprano; Lucia Napoli, mezzosoprano; Baltazar Zúñiga, tenore; Walter Testolin, basso; Orchestra V. Galilei, Schola Cantorum F.Landini)

Coro gospel Jubilation in concerto a Pisa il 19 dicembre alle 21 nella Chiesa di San Michele Arcangelo.

Concerto di Natale a Arezzo il 19 dicembre alle 21,15 nella Basilica di San Francesco (Patrizia Cigna, soprano; Lucia Napoli, mezzosoprano; Baltazar Zúñiga, tenore; Walter Testolin, basso; Orchestra V. Galilei, Schola Cantorum F.Landini)

Concerto da camera fiorentina a Firenze il 21 dicembre alle 21 presso la chiesa di Orsanmichele.

Concerto di Natale a Grosseto il 21 dicembre alle 21,15 presso la cattedrale, ad opera della Corale Puccini.

Coro Gospel The Joyful Gospel Ensamble a Siena il 23 dicembre alle ore 17,30 in piazza Duomo.

Coro Gospel Oscar Williams & Perfected Praise si esibiranno nella chiesa di Lunata (prov. di Lucca) il 23 dicembre.

Concerto Jazz Gruppo Jazz di New Orleans si esibisce a Monteriggioni (prov. Siena) il 23 dicembre alle 21 nella chiesa di Santa Maria dell'Assunta.A

Concerto Gospel a Cortona (prov. di Arezzo) il 26 dicembre alle 21,15 nella chiesa di Sant'Agostino.

Concerto di Natale a Licciana Nardi (prov. di Massa) il 26 dicembre alle 21 nel Castello di Terrarossa, musiche di Strauss, Bach, Mozart, Morricone, Piazzarotta.

Concerto di Natale a Montepescali (prov. di Grosseto) il 27 dicembre alle ore 20,30 con la partecipazione del Coro dei Concordi di Roccastrada nella Chiesa di San Niccolò.

Concerto di Natale a Pienza (prov. di Siena) il 28 dicembre alle ore 17 nella chiesa di San Francesco.

Unica eccezione in questo elenco di concerti gratuiti per il Natale quello jazz che si terrà il 22 dicembre alle 21 al Teatro comunale a Firenze, protagonista Woody Allen.

E anche se il programma del concerto che ascolterete non prevede musiche di Beethoven il risultato finale sarà per le vostre orecchie un vero inno alla gioia!
Leggi tutto

Mangiare cucina siciliana a Pisa




Un ristorante in Toscana tra i migliori per gustare alcuni piatti tipici della cucina siciliana si conferma, dopo la cena di ieri sera, la Stanzina a Pisa. Come indica il nome, questo locale è davvero piccolo, una stanzina con pochi coperti e dal momento che oltre a me sembrano apprezzare questo ristorante in molti, è preferibile recarvisi su prenotazione.

La posizione centralissima (a due passi da Borgo Stretto), l'atmosfera accogliente, le loci soffuse, il rapporto qualità-prezzo fanno della Stanzina uno dei ristoranti pisani da me preferiti. E se da un lato questo locale non propone una grande varietà di piatti presenti sul menu (tutte le volte che vi sono andata ho sempre trovato le stesse portate) è pur vero che nessuno di quelli che ho provato mi ha mai deluso. Un must per i frequentatori del posto è l'antipasto misto della casa (20 euro per due persone), piuttosto abbondante, che comprende verdure grigliate, mozzarelline, pomodori secchi, crostini con paté di olive e un'altra salsa al cetriolo, olive nere e formaggio stagionato.
Buona la scelta dei primi, tra cui ho assaggiato i sedani alla norma, le orecchiette co' a muddica e le trofiette alla trapanese, tutti quanti mi hanno soddisfatto e riempito. Infatti per quanto abbia la fama di essere una buona forchetta, un antipasto misto ed un primo alla Stanzina sono sempre in grado di saziarmi, ma amici che ho portato a mangiare qui mi hanno espresso giudizi positivi anche sugli involtini alla messinese, e visto che si tratta di siciliani doc come non fidarsi... :-)
Dulcis in fundo ecco la nota dolente; no, non è una svista, il dessert non è secondo me all'altezza del menu. Per mangiare degli ottimi cannoli e altre specialità dolciarie siciliane vi consiglio la Pasticceria siciliana in via Garibaldi.

Trova il ristorante La Stanzina a Pisa su Google Map


Visualizzazione ingrandita della mappa
Leggi tutto

sabato 13 dicembre 2008

La Deposizione di Cristo del Pontormo: un gioiello del Manierismo a Firenze

Quando capito a Firenze vicino a Ponte Vecchio, come mi è successo in questi giorni, una tappa per me quasi obbligatoria è la chiesetta di Santa Felicita. Durante una lezione unversitaria su Pontormo, genio inquieto del Manierismo, scoprii che questa piccola chiesa fiorentina conserva una delle sue opere più pregevoli: la pala raffigurante la Deposizione di Cristo.
L'interno piuttosto cupo non permette di apprezzare al meglio le vivaci tonalità cromatiche usate dal Pontormo. Per questo consiglio a chi vada a visitarla di approfittare della macchinetta disposta all'ingresso. Inserendovi un euro si accende l'illuminazione della cappella in cui l'opera è esposta e si avvia una spiegazione su questa chiesa di Firenze e sul suo capolavoro.

La scena è gremita di figure che quasi a stento occupano l'intero sfondo, piuttosto indistinto. Se le espressioni sono drammatiche come si conviene a un simile soggetto, le posizioni sono invece irrealistiche come per i due angeli che sostengono in punta di piedi, neanche fossero due ballerini della Scala, il corpo di Cristo senza avvertirne il peso. All'innaturalezza delle loro pose fa eco l'artificiosità di forme e colori, i panneggi sono come sbalzati nel metallo ed i colori cangiano repentinamente.

Ed ai cinefili che conoscono ed apprezzano quest'opera non posso che consigliare di vedere La ricotta di Pier Paolo Pasolini, facente parte del film Rogopag, in cui il regista ricrea un tableau vivant ispirato proprio alla Deposizione del Pontormo di cui vi propongo uno spezzone che ho trovato su Youtube.



Restando in ambito cinematografico eccovi un altro titolo di un film dedicato interamente a questo pittore: Pontormo - un amore eretico di Giovanni Fago. Buona visione a tutti!
Leggi tutto

Era una notte buia e tempestosa... in Maremma

In una giornata piovosa come quelle che ahimé ultimamente si susseguono in tutta Italia, Toscana compresa, quando ero bambina e dovevo restare in casa, mia nonna era solita raccontarmi fiabe e leggende. Per questo motivo il violento ticchettio della pioggia sulle finestre fa talvolta affiorare dal baule dei ricordi un bagaglio di immagini e storie legate alla mia infanzia.
E tra le leggende che mia nonna amava narrare ce n'erano alcune proprie della tradizione maremmana, ambientate in quella terra di Toscana che, oggi ambita meta turistica, era un tempo minacciata dalle epidemie e dai briganti.
Un passato così 'burrascoso' ha contribuito al sorgere di storie di fantasmi come quella che vado ora a raccontarvi.

Era una notte buia e tempestosa quella di tanti anni fa quando un cacciatore, persa la preda che stava inseguendo, si ritrovò a cercare un subitaneo riparo dalla pioggia che sempre più insistente si stava abbattendo sui monti dell'Uccellina.
Mentre pregustava il tepore di un angolo al coperto gli balzò dinanzi un gatto nero che restò immobile a fissarlo per qualche attimo che dovette sembrare piuttosto lungo al cacciatore.
Aveva ripreso da poco il cammino quando fece un incontro più strano del primo; un frate tutto incappucciato gli passò accanto, non rispose al suo incerto saluto ma silenziosamente si allontanò senza che si sentisse il rumore dei suoi passi e che la lunga tunica nera fosse minimamente mossa dalle raffiche di vento o bagnata dagli scrosci d'acqua.
Un brivido percorse la schiena dell'uomo, e più che il freddo fu la paura sopraggiunta al ricordo delle storie di fantasmi che aleggiavano intorno alle tante torri disseminate per i boschi della Maremma come la Torre di San Rabano la cui mole si ergeva davanti ai suoi occhi.
La vista di un tanto sospirato rifugio dalla tempesta rallegrò l'animo del cacciatore che entratovi stava per accendere un fuoco con cui riscaldarsi quando un pigolio richiamò la sua attenzione e
meraviglia... una chioccia d'oro ed i suoi dodici pulcini risplendevano nell'oscurità della torre.
L'uomo aveva sentito parlare di questo animale da sua nonna e si ricordava di un enorme tesoro di cui sarebbe entrato in possesso colui che fosse riuscito a catturare la chioccia d'oro (chissà se anche sua nonna come la mia lo aveva messo in guardia dei pericoli di una simile caccia). Quale preda poteva allettare di più il nostro cacciatore? Giusto il tempo per immaginare quali ricchezze lo attendevano che scomparve all'inseguimento della nidiata attraverso i pertugi che si dipanavano all'interno della torre sino a condurlo in una grotta tetra, illuminata solo dal bagliore delle gemme preziose che fuoriscivano dagli scrigni disposti lungo le pareti mentre al centro vi era la chioccia d'oro.
Ma si sa ogni caccia al tesoro che si rispetti è disseminata di ostacoli che in questo caso assunsero le sembianze di minacciosi custodi, tanti quanti i forzieri, che iniziarono ad avanzare verso il cacciatore ostacolandogli ogni tentativo di fuga. Tra quelle oscure figure l'uomo riconobbe il gatto e il frate incontrati prima e la loro morsa diventava sempre più serrata finché riuscito a guadagnare un'apertura corse a gambe levate e infine sopraffatto dalla stanchezza crollò a terra.
La mattina al suo risveglio il sole rischiarava la foresta dell'Uccellina e la notte precedente sembrava solo un brutto incubo. Ma non appena tornato a casa ebbe modo di specchiarsi vide il volto di un uomo segnato dallo spavento di un'esperienza reale: i capelli erano diventati bianchi e nello sguardo si era spento quel rifulgere della giovinezza.
Leggi tutto

venerdì 12 dicembre 2008

Firenze... non solo Uffizi!




Firenze, coi suoi musei ed i suoi mille capolavori da far girar la testa, ho la fortuna di conoscerla piuttosto bene dal momento che vi abito vicino. Per questo motivo, lo scorso fine settimana visto che una mia amica da Torino si fermava per qualche giorno a Firenze ho pensato di proporle un tour 'alternativo', alla scoperta di quegli angoli della città un po' meno battuti dagli itinerari turistici.

Sabato 29. Appuntamento alle 10 davanti alla farmacia della stazione di Santa Maria Novella e via verso la prima tappa del nostro week end fiorentino: il Museo Stibbert, facilmente raggiungibile dalla stazione di Santa Maria Novella prendendo l'autobus 4. Scendendo alla fermata Gioia, una breve salita conduce al museo, antica dimora in stile neomedievale dell'anglofiorentino Frederick Stibbert che vi ha raccolto i numerosi oggetti d'arte e antiquariato acquistati negli anni, si tratta di porcellane, dipinti, costumi ed armi di epoche e paesi diversi.

Confesso che il museo ha superato le mie aspettative, e questo grazie anche all'allestimento che vede per esempio oggetti mediorientali esposti in una sala di gusto moresco e una parata di cavalieri (alti quasi quanto uomini in carne e ossa) che sembrano sfilare nel salone medievaleggiante per un esito finale davvero suggestivo. Purtroppo non si possono fare foto, perciò vi dovete accontentare di quelle che trovate sul sito www.museostibbert.it.

Preso l'autobus torniamo alla stazione e da qui ci dirigiamo verso il quartiere di san Lorenzo dove pranziamo al ristorante Giannino in San Lorenzo; malgrado il locale sia abbastanza affollato, il servizio è rapido e le portate saporite.

A pancia piena riprendiamo il cammino sino al Museo Capucci situato vicino a Ponte Vecchio in cima ad una ripida salita. Tanta fatica viene adeguatamente ripagata dalla bellezza degli abiti di Roberto Capucci. “Altro che Cavalli, e Dolce e Gabbana” esclama la mia amica e come darle torto. Oceano, Giorgini (i nomi di alcune delle sue ultime creazioni)... un trionfo di colori e di forme da ammirare... senza poter fotografare! Per una come me dallo scatto facile è difficile ma la custode osserva attenta e io desisto. Salverò le immagini dal sito www.fondazionerobertocapucci.com.



Unico cruccio: troppo pochi i vestiti esposti. Il biglietto (6 euro quello intero) comprende anche l'ingresso al Museo Annigoni, artista milanese del Novecento che non conoscevo e di cui sono conservate diverse opere.

A questo punto tornando indietro facciamo una breve sosta nella piccola chiesa di Santa Felicita dove è conservata la Deposizione del Pontormo. Sarà per i colori sgargianti, sarà per le forme quasi scolpite, Pontormo mi sembra il Capucci del Manierismo.

Riattraversiamo Ponte Vecchio che, così addobbato con le decorazioni e le luci natalizie, risplende ancora di più, ed imbocchiamo il lungarno sino ad arrivare al Museo Horne la cui storia è in qualche modo simile a quella dello Stibbert. Anche in questo caso un ricco signore inglese, innamorato di Firenze e grande collezionista d'arte, ha dato vita a questo museo lasciandolo in eredità alla città. Oltre alla bellezza delle opere d'arte, quello che maggiormente mi è piaciuto di questo museo è che visitandolo sembra di trovarsi in una casa del Rinascimento, arredata con tavoli, sedie, cassoni ed altri mobili dell'epoca; mi sento un po' come Benigni in Non ci resta che piangere.

Appagata la vista, è il momento di appagare anche lo stomaco e così decidiamo di concederci il 'lusso' di una sosta pomeridiana al Caffé Pazskowski, uno dei caffé storici che si affacciano su piazza della Repubblica: un té alla rosa d'inverno lei, un latte caldo con un flan di mele io per un totale di euro 19.50! Ma ogni tanto è bello viziarsi un po'.

Dopo un giro per negozi e per il mercato di San Lorenzo ceniamo al ristorante Zà Zà, dove si mangia bene, le portate sono abbondanti e si spende il giusto (un antipasto grande per due, un primo e due secondi, acqua e coperto a 56 euro), ed a conclusione della serata andiamo al pub Colle Bereto in piazza Strozzi.

Domenica 30. Il giorno seguente inizia all'insegna del Museo Alinari, in piazza Santa Maria Novella; siamo fortunati, è l'ultimo giorno della mostra dedicata al giapponese Shinjo Ito la cui arte è stata fortemente influenzata dalla religione buddista. Accanto alle sue statue, in esposizione permanente alcune delle molte fotografie appartenenti al fondo Alinari che mostrano paesaggi, costumi, e personaggi del passato. Usciti dal museo getto un ultimo sguardo alla chiesa di Santa Maria Novella con la bella facciata dell'Alberti su cui si impostano una meridiana e un orologio solare.

Risalendo lungo via delle belle donne, un po' nascosta allo sguardo, si trova una curiosa porticina utilizzata un tempo dai commercianti di vino per passare i fiaschi ai propri avventori e a due passi, in piazza Antinori, visitiamo la chiesa dei Santi Michele e Gaetano, bell'edificio barocco. Peccato non aver potuto vedere il dipinto di Pietro da Cortona, il cui restauro dovrebbe terminare a inizio anno nuovo. Ci tornerò di sicuro!

Un panino e via verso l'ultima meta di questo fine settimana fiorentino: Palazzo Medici Riccardi. Oltre al magnifico ciclo pittorico di Benozzo Gozzoli che orna le pareti della cappella del palazzo, in via Cavour già via Larga, è attualmente possibile ammirare la bella tela del Raffaello raffigurante la Madonna del cardellino le cui fasi del restauro appena concluso sono illustrate attraverso dei pannelli esplicativi. Trovate alcune informazioni sul sito www.palazzo-medici.it

Andiamo ancora un po' a zonzo per negozi, partendo dalla libreria Feltrinelli International proprio davanti al museo.

Per maggiori informazioni sui musei, ristoranti, locali citati in questo mini tour vi segnalo le informazioni trovate sul sito www.agriturismo.net/toscana-info e sulla guida Michelin Toscana insolita e segreta.

Davvero insolita e segreta può essere anche una città turistica come Firenze che per quanto visitata custodisce angoli, musei, palazzi, scorci insoliti, che meritano di essere visti accanto agli Uffizi e al Duomo.

Leggi tutto
 

About

Site Info

Text

Dolce Toscana: la vita è bella under the tuscan sun Copyright © 2009 Community is Designed by Bie Blogger Template